martedì 8 maggio 2007

Birra Gratis per Tutti: La Dannazione del Software Libero


Il 29 Aprile scorso, la trasmissione televisiva Report, famosa per le sue scottanti video inchieste, ha dedicato un piccolo spazio al mondo del software libero. Nella rubrica Goodnews ha proposto l'esperienza della provincia di Bolzano che ha avviato dal 2001 un progetto di migrazione della Pubblica Amministrazione dal software commerciale verso il cosiddetto free software. Come spesso accade nella trasmissione condotta da Milena Gabanelli, molta enfasi è stata posta sull'uso oculato delle risorse monetarie e sulla spesa pubblica. Il software libero viene proposto come una panacea per quelle amministrazioni statali o locali che vogliono risparmiare fondi altrimenti dedicati all'acquisto di costose licenze software per i PC presenti in uffici e aule scolastiche. Questa parte della trasmissione può essere vista sotto forma di streaming video a questo indirizzo o anche sotto forma di solo testo. In alternativa, sul fondo di questo post c'è il filmato di YouTube.

Ogni notizia riguardante l'adozione di software libero può essere positivamente considerata una buona notizia (Goodnews appunto)? Oppure la comunità del software libero deve temere questa eccessiva degenerazione della propria immagine pubblica su aspetti come la gratuità e il risparmio digitale (il titolo della puntata)? Propongo sulle pagine del mio Blog la mia opinione personale circa la vicenda, già espressa all'interno di un thread aperto nel forum della trasmissione di RaiTre.

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Intervengo con un certo ritardo nella discussione sperando di poter liberamente dire la mia a proposito del "risparmio digitale". Detto molto sinceramente è sempre un errore considerare il software libero (o open source) gratuito, ponendo una eccessiva enfasi sul risparmio che si produce migrando dal software proprietario-commerciale-chiuso a quello libero. Se all'apparenza il software libero si presenta senza costi, in realtà non lo è, ovvero l'unico modo per utilizzarlo "senza patirne i costi" è non partecipare al suo sviluppo. Per quel che ne so a proposito del software libero, ovvero della licenza che caratterizza questo tipo di software, nella sua veste per antonomasia (GPL) è che la sua libertà consta di alcuni diritti:

di ottenerlo liberamente
di copiarlo liberamente
avere accesso al codice sorgente
di modificarlo per migliorarne le potenzialità
di redistribuirlo liberamente

Se alcuni di questi diritti provocano di fatto la gratuità del prodotto, altri indicano che per mantenere costantemente aggiornato un software libero e inevitabilmente gratuito (ovvero passare dalla versione 1.0 di un dato programma alla versione 2.0) è necessario contribuire al suo sviluppo. Di qui la libertà di modificare il software (codice sorgente), che può essere considerato più un invito a partecipare al suo sviluppo e ai suoi costi. Però questo invito può essere disatteso, dato che chiunque può scaricare e copiarsi un dato software senza in effetti contribuire alla sua crescita. Il software libero entra nel novero dei cosiddetti "beni collettivi" di cui tutti, nessuno escluso, possono goderne. Un esempio è la provincia di Bolzano che ha migrato molte delle strutture della Pubblica Amministrazione verso l'uso del software libero, risparmiando molto denaro che in altro modo sarebbe andato nelle tasche di qualche azienda multinazionale del software (in primis la Microsoft). Spero che quel denaro in minima parte vada a foraggiare la ricerca accademica in quei dipartimenti, penso all'Ingegneria del Software, che possono tangibilmente dare il proprio apporto alla comunità del software libero. In molti hanno citato OpenOffice.org, la suite office multipiattaforma libera e gratuita, anch'essa credo adottata dalla provincia. Perché la provincia, ad esempio, non crea le dovute sinergie con il dipartimento di Lettere (italiano) per potenziare l'attuale dizionario utilizzato da OpenOffice per il controllo dell'ortografia, attualmente portato avanti da un manipolo di volontari (il Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org)? Sarebbe un buon modo per portare avanti il concetto di "software libero". Invece, utilizzare il software gratuitamente solo per tagliare alcune voci del bilancio provinciale non fa bene al software libero e non fa bene nemmeno a chi lo utilizza, dato che i programmi non crescono da soli e i bug (difetti di programmazione) non si autorisolvono, quindi alla lunga si avrà un software gratuitamente inadatto a far fronte ai bisogni sempre più grandi dei suoi utilizzatori. Perché chi può finanziare la ricerca e lo sviluppo grazie ai ricavi della vendita dei propri prodotti informatici sarà sempre una spanna sopra a qualsiasi software libero, in termini di performance e di usability del software. Microsoft in testa.

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Report GoodNews del 29 aprile 2007: Risparmio Digitale


1 commento:

Anonimo ha detto...

Good for people to know.